Septum

Dopo il piercing all’orecchio, il Septum è il secondo tra i più comuni tipi di foratura tra i popoli di tutto il mondo.
In passato era particolarmente diffuso tra le culture guerriere, proprio per l’aspetto particolarmente “feroce” che induceva. Nelle popolazioni azteche, maya e incas, che facevano grande uso di decorazioni nasali, si utilizzavano sopratutto per questo tipo di percing, gioielli di giada e oro: materiali considerati preziosi per la loro sacralità.
Ancora oggi il Septum è molto popolare in India, Nepal e Tibet, in molte delle popolazioni locali.
Da qualche tempo è uno dei piercing più richiesti nelle grandi metropoli e per questo – come per tutti i piercing – bisogna rivolgersi ad un piercer esperto, per evitare di avere inclinazioni orizzontali non corrette o forature errate della sua esatta posizione.

Il Piercing al naso

Il piercing al naso, uno dei più in voga e femminili, è in realtà antichissimo.
Molti popoli tribali erano soliti praticarlo. Troviamo le sue tracce già tra gli aborigeni australiani, nei popoli del Medio Oriente e presso i nativi americani. Per questi ultimi, ad esempio, era utilizzato dal capo tribù per indicare il suo status sociale elevato.
Il principale popolo che dava un’importanza molto elevata a questo particolare piercing è stato quello indiano. Più di recente è stato rilanciato dalla sottocultura Hippie e praticato nella narice sinistra, appunto in onore della tradizione indiana. In poco tempo è diventato un simbolo di ribellione associabile alle sottoculture Punk, Rock e Gothic.
Oggi ha perso questo suo significato ed è diventato di uso comune, soprattutto per chi si avvicina per la prima volta al mondo del piercing ed è purtroppo uno dei piercing peggiormente eseguiti, quasi sempre fatto con la pistola. L’esecuzione storta del canale del foro e la non perpendicolarità dell’esecuzione rispetto alla narice impediscono una corretta guarigione e l’intercambiabilità dei gioielli.